C’erano una volta i PIGS

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C'era una volta un acronimo offensivo che indicava i paesi economicamente deboli dell'eurozona: PIGS, che sta per Portogallo, Italia, Grecia e Spagna. Questo termine, coniato dalla stampa anglosassone, è stato utilizzato per descrivere le economie dei paesi del Sud Europa che avevano difficoltà a competere con quelli più forti dal punto di vista economico e industriale. Ma è ancora attuale oggi?

Secondo Davide Chiantore, Head of Research Abalone Solitaire, le divergenze economiche tra i paesi dell'eurozona si sono accentuate dopo l'introduzione dell'euro. I paesi più forti hanno aumentato la loro ricchezza grazie ai vantaggi dell'export, mentre quelli del Sud Europa hanno visto rallentare la generazione di ricchezza e in alcuni casi addirittura perderla. Ad esempio, gli stipendi in Italia non sono praticamente aumentati da quando è stato introdotto l'euro, mentre in altri paesi sono cresciuti considerevolmente.

Tuttavia, oggi potremmo dire che il termine "PIGS" non è più così valido per definire le economie di questi paesi. La globalizzazione ha portato a una maggiore esposizione delle economie, incluso quelle dei paesi più forti come Germania, Olanda e Austria, che ora stanno incontrando difficoltà nel loro settore dell'export. Ciò è evidente anche nei rendimenti dei titoli di Stato: i titoli italiani hanno avuto un rally rispetto ai titoli tedeschi, che sono quelli di riferimento per l'intera eurozona.

Inoltre, le economie dei paesi dell'eurozona si stanno ridisegnando in base alle politiche energetiche e al conflitto Russo-ucraino. Questo conflitto ha avuto un impatto notevole sull'energia, con la Germania che era dipendente dal gas russo e che ha visto alcune aziende fermare le loro attività a causa della mancanza di gas a prezzi competitivi. Questo conflitto ha anche influenzato la globalizzazione a livello mondiale, con tensioni che hanno portato a nuovi dazi e controlli sul commercio internazionale, colpendo settori come l'elettronica e l'industria automobilistica.

Ma non è solo la guerra e il conflitto energetico a influenzare l'economia europea. La pandemia ha avuto un impatto significativo sull'economia dell'eurozona. Molte persone hanno cambiato il loro modo di vivere e lavorare, dedicando più tempo alla loro vita personale e meno al lavoro. Questo ha avuto un impatto gigantesco sull'economia europea, con nazioni come la Germania che erano attrattive per i giovani che ora stanno perdendo risorse umane a causa di una direzionalità invertita.

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