Il gene della sclerosi multipla

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La recessione sta bussando alla porta degli Stati Uniti, ma c'è speranza che il peggio possa essere evitato. Secondo Alessandro Albano, editor di Investing.com, se l'inflazione rallenta e la Federal Reserve mantiene i tassi di interesse bassi per un periodo prolungato, potrebbe verificarsi una recessione prolungata o addirittura l'assenza di una recessione. Nonostante l'impatto della politica monetaria, il mercato del lavoro negli Stati Uniti è ancora molto forte, così come l'economia in Europa. Nonostante alcuni segnali di indebolimento, l'economia mostra una notevole resistenza e resilienza. Inoltre, l'inflazione sta rallentando, come dimostrato dai dati degli ultimi mesi.

Dall'altra parte dell'oceano, le cose vanno diversamente. L'Europa è già in recessione, o meglio, in una cosiddetta recessione tecnica, con due trimestri consecutivi di crescita negativa. Ciò ha allarmato gli addetti ai lavori ed gli economisti dell'eurozona. Gli effetti ritardati della politica monetaria sull'economia reale si sono manifestati nel quarto trimestre dell'anno scorso e nel primo trimestre di quest'anno. A ciò si aggiungono le prospettive di ulteriori aumenti dei tassi di interesse, che la BCE deciderà a luglio, e una discussione su un ulteriore aumento a settembre. Questo avrà un impatto significativo sull'economia reale e sui settori che ne fanno parte. Inoltre, la Germania è in recessione tecnica, ed è il primo partner commerciale dell'Italia. I destini dei due paesi sono fortemente intrecciati.

Un gruppo di ricercatori internazionali ha fatto una scoperta importante per il trattamento della sclerosi multipla. Hanno identificato una variante genetica che sembra influenzare la velocità di progressione della malattia. Questa scoperta potrebbe aprire la strada a nuove terapie per affrontare la gravità della sclerosi multipla. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, ha coinvolto 70 istituzioni in tutto il mondo e ha analizzato i dati genetici di oltre 12.000 persone affette dalla malattia.

Le zone a bassa emissione stanno dimostrando di avere benefici per la salute. Più di 320 zone di questo tipo sono attive nel Regno Unito, in Europa e in Giappone. Queste aree vietano l'uso di veicoli altamente inquinanti.

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