La prima vittoria dei caregiver

Vita, difficoltà e piccole vittorie per caregiver e studenti universitari. Ce ne parla Antonio Demarcus, parte dell’organizzazione studentesca UNIDAD

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Essere uno studente universitario non è facile, ma farlo mentre si si prende cura di un genitore non autosufficiente lo è ancora meno. Questa è la realtà di molti caregiver familiari che hanno intrapreso un percorso di studi universitari e allo stesso tempo continuano ad occuparsi della propria famiglia. La didattica a distanza è diventata una risorsa per loro e affinché sia una soluzione continuativa, hanno fondato un'organizzazione studentesca chiamata Unidad. Antonio Demarcus, studente universitario e caregiver familiare, ha raccontato la loro storia ai microfoni di Pop Economy.

Demarcus ha spiegato come ha scritto tre lettere, non solo per se stesso ma anche per tutti gli studenti italiani, alle università e al Senato per chiedere agevolazioni per i caregiver familiari che studiano. La richiesta è stata accolta e l'università di Cagliari è stata la prima a chiamare il caregiver familiare, creando un articolo nel regolamento delle tassazioni per agevolare la loro vita. Questo è un primo passo importante di una lunga battaglia che può far ben sperare per il futuro.

Demarcus ha sottolineato che non sono solo i 500 euro che possono cambiare la vita, ma anche le agevolazioni come lo Smart Working o la possibilità di avere qualche ora in più durante il giorno per poter studiare e chiudere gli studi. La didattica a distanza è una risorsa per tutti, ma l'università deve rendersi conto che non basta solo questo. L'obiettivo è quello di potenziare la tecnologia all'interno dell'università e di giustificare in modo chiaro se non si vuole fare una cosa.

In conclusione, Demarcus ha affermato che sebbene ci siano molti soldi stanziati dalla Comunità Europea per la cultura e l'ariatica, è importante sapere dove finiscono e come vengono utilizzati. L'università deve giustificare le proprie scelte ai popoli degli studenti e deve rendersi conto che la didattica a distanza è solo una parte del problema.

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